Otium chiama le sue parti con parole latine, uguali in ogni lingua. Ognuna ha una storia: eccole, con l'accento al posto giusto.
Otium
ṓ·ti·um
latino · sostantivo neutro
Il tempo libero dagli affari, dedicato allo studio, alla lettura e a sé.
Origine
Parola latina antica, di etimologia incerta.
Che cosa trovi
Il nome di tutto: l'app e il sito sono fatti per questo tempo.
Numquam se minus otiosum esse quam cum otiosus.
Mai meno ozioso di quando era in ozio.
Cicerone, De officiis III, 1 (detto di Scipione l'Africano)
Negotium
ne·gṓ·ti·um
latino · sostantivo neutro
Gli affari, gli impegni, il lavoro: tutto ciò che non è otium.
Origine
Da nec, «non», e otium: letteralmente il «non-otium».
Che cosa trovi
Ciò che Otium lascia fuori dalla porta: la fretta e il rumore.
Atrium
ā́·tri·um
latino · sostantivo neutro
La sala d'ingresso della casa romana, dove si accoglievano gli ospiti.
Origine
Etimologia incerta; Servio (commento all'Eneide I, 726) lo lega ad ater, «nero», per il fumo del focolare.
Che cosa trovi
La tua home: da qui riprendi il libro che stai leggendo. Vai a Atrium
Bibliotheca
bi·bli·o·thḗ·ca
latino · sostantivo femminile
Il luogo, o lo scaffale, dove si custodiscono i libri.
Origine
Dal greco bibliothḗkē: biblíon, «libro», e thḗkē, «custodia».
Che cosa trovi
La tua libreria: i libri che hai, che leggi e che vuoi leggere. Vai a Bibliotheca
Si hortum in bibliotheca habes, deerit nihil.
Se nella biblioteca hai un orto, non mancherà nulla.
Cicerone, Lettere ai familiari IX, 4 (a Varrone)
Inveniam
in·vé·ni·am
latino · verbo, futuro (1ª pers. sing.)
«Troverò»: trovare, scoprire.
Origine
Da invenire: in, «su», e venire, «venire»; imbattersi in qualcosa.
Che cosa trovi
La ricerca dei libri: titoli, autori e generi del catalogo. Vai a Inveniam
Aut inveniam viam aut faciam
Troverò una strada, o la costruirò.
Attribuita ad Annibale, per tradizione davanti alle Alpi; non ha una fonte antica certa.
Communitas
com·mū́·ni·tas
latino · sostantivo femminile
La comunanza: ciò che si ha in comune con gli altri.
Origine
Da communis, «comune»: com-, «insieme», e munus, «compito, dono».
Che cosa trovi
Gli altri lettori: gruppi, messaggi e recensioni. Vai a Communitas
Persona
per·sṓ·na
latino · sostantivo femminile
La maschera dell'attore; poi il ruolo, e la persona stessa.
Origine
Gellio (Noctes Atticae V, 7) la fa venire da per-sonare, «risuonare attraverso»; oggi si pensa all'etrusco φersu.
Che cosa trovi
Il tuo profilo: come ti vedono gli altri lettori. Vai a Persona
Agorà
a·go·rá
greco · sostantivo femminile
La piazza della città greca, dove ci si riuniva a parlare.
Origine
Greco, non latino: agorá, da ageírō, «radunare».
Che cosa trovi
La piazza dei lettori: post e risposte, con o senza un libro.
Sententiae
sen·tén·ti·ae
latino · sostantivo femminile plurale
Opinioni e giudizi; e le frasi brevi che li fissano: le massime.
Origine
Plurale di sententia, da sentire, «sentire, pensare».
Che cosa trovi
Nell'app: le citazioni di un libro che i lettori fanno circolare.
Quot homines, tot sententiae.
Quanti uomini, tante opinioni.
Terenzio, Phormio, v. 454
Comitia
co·mí·ti·a
latino · sostantivo neutro plurale
Le assemblee in cui il popolo romano votava.
Origine
Plurale di comitium, da com-, «insieme», e ire, «andare»: il luogo dove si va insieme (Varrone, De lingua Latina V, 155).
Che cosa trovi
Nei gruppi: la votazione per scegliere il prossimo libro.
Vestigia
ve·stī́·gi·a
latino · sostantivo neutro plurale
Le orme del piede; poi le tracce che qualcosa lascia.
Origine
Plurale di vestigium, «orma»; etimologia incerta.
Che cosa trovi
Nell'app: i passi verso il tuo obiettivo di lettura, un libro alla volta.
Agnosco veteris vestigia flammae.
Riconosco le tracce dell'antica fiamma.
Virgilio, Eneide IV, 23
Vestale
ve·stà·le
italiano, dal latino · sostantivo femminile
La sacerdotessa di Vesta, che custodiva il fuoco sacro di Roma.
Origine
Dal latino Vestalis, «di Vesta», la dea del focolare.
Che cosa trovi
Nell'app: custodisce la tua serie e copre un giorno di lettura perduto.
Liber mensis
lí·ber mḗn·sis
latino · locuzione
«Il libro del mese».
Origine
Liber, «libro» (in origine la corteccia interna dell'albero, su cui si scriveva), e mensis, «del mese».
Che cosa trovi
Il gruppo del mese: un libro che si legge insieme, capitolo per capitolo. Vai a Liber mensis
Tablinum
ta·blī́·num
latino · sostantivo neutro
Lo studio della casa romana, tra l'atrio e il peristilio.
Origine
Da tabula, «tavoletta»: vi si custodivano i registri di famiglia.
Che cosa trovi
Lo spazio dei tuoi appunti, accanto al libro giusto.
Statisticae
sta·tí·sti·cae
latino moderno · sostantivo femminile plurale
Le cifre che descrivono uno stato di cose.
Origine
Non è latino classico: da status, «stato», attraverso l'italiano statista e il tedesco Statistik (Achenwall, 1749).
Che cosa trovi
Il tuo anno di lettura in cifre: libri, pagine, giorni.
Kalendae, Nonae, Idus
ka·lḗn·dae · nṓ·nae · ī́·dus
latino · sostantivo femminile plurale
I tre giorni fissi del mese romano: le Calende il 1°, le None il 5 e le Idi il 13 (a marzo, maggio, luglio e ottobre il 7 e il 15). Gli altri giorni si contano all'indietro verso il prossimo, includendo sia oggi sia il giorno fisso: a.d. V Kal. Dec. è il quinto giorno prima delle Calende di dicembre, il 27 novembre.
Origine
Kalendae da calare, «chiamare»: il primo del mese un pontefice annunciava quanti giorni mancavano alle None (Varrone, De lingua Latina VI, 27). Nonae perché cadono nove giorni prima delle Idi, contando entrambi. Idus è di origine incerta, forse etrusca.
Che cosa trovi
La data in fondo a ogni pagina, calcolata nel tuo fuso. Una semplificazione: febbraio bisestile si conta su 29 giorni, senza il doppio sesto giorno (bis sextum) dei Romani.
Hora, Vigilia
hṓ·ra · vi·gí·li·a
latino · sostantivo femminile
I Romani dividevano la luce in dodici horae, dall'alba al tramonto: d'estate lunghe, d'inverno corte, perché cambiano con le stagioni. La notte, dal tramonto all'alba, in quattro vigiliae.
Origine
Hora dal greco hṓra, «stagione, momento giusto»; vigilia da vigil, «sveglio»: era il turno di guardia delle sentinelle.
Che cosa trovi
L'ora accanto al logo: è quella di Roma, calcolata su alba e tramonto di Roma, e cambia da sola. Sulla scheda di un libro, le horae che chiede la sua lettura, stimate a 40 pagine l'ora.
Saturnalia
sā·tur·nā́·li·a
latino · sostantivo neutro plurale
La festa di Saturno, dal 17 dicembre: per qualche giorno il mondo alla rovescia, i padroni servivano a tavola gli schiavi, e ci si regalavano cerei, candele di cera, e sigillaria, statuine d'argilla.
Origine
Da Saturnus, il dio delle sementi, che secondo il mito regnò nel Lazio nell'età dell'oro.
Che cosa trovi
Dal 17 al 23 dicembre, nel tuo giorno, il colophon saluta «Io, Saturnalia!», il grido della festa, e un filo d'oro corre sotto la testata.